Impresa familiare e infortunio sul lavoro

Una recentissima decisione della Corte di Cassazione (n. 20406 del 25 agosto 2017) ha affrontato il caso dell’infortunio sul lavoro accaduto nell’ambito di un’impresa familiare.

Il caso che ha esaminato la Corte di Cassazione riguarda la titolare di un’impresa familiare che perde il coniuge, che è collaboratore familiare, a seguito di infortunio sul lavoro. In particolare, il coniuge decede a causa di una caduta da un’altezza di circa sei metri mentre si appresta a sistemare alcune parti di un magazzino.

È l’inizio di una controversia legale fra la moglie del defunto e l’INAIL. La signora chiede all’INAIL, in qualità di coniuge, che le sia corrisposta la rendita ai superstiti. L’INAIL pretende invece di esercitare un diritto di rivalsa nei confronti della stessa, nella sua veste di titolare dell’impresa familiare, chiedendo una compensazione fra quanto dovuto a titolo di rendita ai superstiti e quanto richiesto a proprio favore a titolo di rivalsa.

L’INAIL cioè ritiene che la titolare dell’impresa familiare debba considerarsi responsabile dell’infortunio sul lavoro accaduto al marito avendo omesso di adottare adeguate misure di sicurezza sul luogo di lavoro e, di conseguenza, intende recuperare le somme dovute all’erede del lavoratore assicurato (la moglie).

La Corte di Cassazione, per arrivare alla decisione, stabilisce quanto segue:

  1. All’impresa familiare si applicano i principi che regolano gli obblighi di prevenzione e sicurezza nei rapporti di lavoro subordinato. L’impresa familiare appartiene solo al suo titolare che detiene i poteri di gestione e di organizzazione del lavoro, mentre i familiari che partecipano all’impresa familiare si limitano a prestare la propria opera in maniera continuativa.
  2. I collaboratori familiari devono avere un’adeguata tutela assicurativa contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali anche se non hanno un rapporto di lavoro subordinato con il titolare dell’impresa familiare.
  3. Il titolare dell’impresa familiare è responsabile nel caso di infortunio sul lavoro di un familiare se viene dimostrato che non ha adempiuto agli obblighi di sicurezza previsti dalla relativa normativa di legge, anche se i collaboratori non sono dipendenti subordinati. Il titolare deve infatti considerarsi in ogni caso come datore di lavoro con riferimento agli effettivi poteri decisionali e di gestione all’interno dell’impresa familiare. La Corte di Cassazione pone quindi particolare rilievo alla “situazione di fatto”. Secondo la Corte di Cassazione quindi, alla titolarità dei poteri di organizzazione e gestione posti in capo all’imprenditore deve corrispondere simmetricamente il dovere di predisporre le necessarie misure di sicurezza a favore dei familiari partecipanti che prestano l’attività lavorativa, attività soggetta a rischio assicurabile presso l’INAIL.

Date queste premesse, la Corte di Cassazione conclude così:

in caso di decesso per infortunio del coniuge collaboratore del titolare dell’impresa familiare, si riconosce al datore il diritto alla rendita in quanto coniuge supersite ma, contemporaneamente, viene riconosciuto all’INAIL il diritto di rivalsa in quanto il datore di lavoro non ha predisposto le adeguate misure di sicurezza.